Presezzo

CENNI STORICI

Il nome del paese ha derivazione romana (Praesidium) e fu cambiato solo nel 1263. Una conferma è data dallo stemma comunale, che reca la scritta S.P.Q.R. Il nucleo primitivo del borgo è quello ancor oggi denominato "Capersegno", dove anticamente sorgeva tra l'altro un castello di cui sono rimasti alcuni ruderi. Sulla derivazione del nome di Capersegno esistono due ipotesi: la prima, che afferma l'origine in CaperSegno vale a dire casa come segnale della strada verso Trezzo, trova la sua giustificazione appunto nell'esistenza del torrione del castello svettante su tutte le altre costruzioni; la seconda, che punta sul particolare del caprone inserito nello stemma comunale, afferma invece l'origine della denominazione di Capersegno in una deformazione di Caprasegno. La famiglia che possedeva un tempo questa località avrebbe infatti avuto nello stemma, sempre stando alla seconda ipotesi, l'immagine di una capra. Durante l'alto Medioevo si insediarono nel territorio i Longobardi, al cui dominio successe quello dei Franchi. Presezzo e Capersegno (attualmente un quartiere del paese) si costituirono come comuni nella prima metà del XIII secolo, ma nei secoli successivi furono devastati dalle lotte tra guelfi e ghibellini. Nel 1428 il duca di Milano Filippo Maria Visconti, essendo venuto in guerra con la Serenissima Repubblica Veneta, perdeva Bergamo e parte del suo territorio, tra cui la contea di Ponte San Pietro e le terre fino all'Adda. Con il passaggio alla Serenissima il paese si sviluppò. A testimonianza di ciò sono la falegnameria e i mulini presenti alle Ghiaie di Presezzo, presso il fiume Brembo. Durante il Cinquecento si verificarono dannosissime guerre che con l'arrivo di francesi, spagnoli, svizzeri, lanzichenecchi, milanesi e veneziani resero ancora più povera l'economia di queste contrade. La situazione fu aggravata dai processi del Tribunale dell'Inquisizione che condannò i numerosi simpatizzanti della riforma luterana. Con la ripresa del governo della città e del territorio da parte di Venezia, la vita civile migliorò. Tra il XVI e il XVII secolo il governo della Serenissima riuscì sempre meno a farsi sentire e, di fatto, i signorotti locali spadroneggiavano costringendo la massa sottomessa a una vita di fame, pellagra e paura. Nell'aprile del 1630, Presezzo fu colpito dalla peste. Il reverendo Giovanni Maria Mazzi ne notò la presenza in occasione della morte della sua perpetua. All'inizio del settecento il territorio della Serenissima fu coinvolto nella guerra di successione al trono di Spagna e aperto alle scorribande e alle devastazioni dei mercenari. Alla fine del secolo XVIII, Bergamo e i suoi territori, entrati a far parte della Repubblica Cisalpina prima e del Regno d'Italia poi, vennero ceduti all'Austria nel 1797 col trattato di Campoformio.